Attraverso questo form è possibile segnalare abusi e/o maltrattamenti a danno dei minori.

    La segnalazione può essere effettuata anche in maniera anonima. In ogni caso, le segnalazioni saranno tempestivamente verificate e inoltrate agli organi territoriali di competenza giuridica che procederanno con le opportune indagini.

    Qualora tu decida di fornirci i tuoi dati identificativi e un tuo recapito, il C.A.M. Telefono Azzurro potrebbe contattarti per richiedere ulteriori informazioni sulla tua segnalazione.

    Leggi la nostra Informativa sulla Privacy.

    Donation

    Promuovere la cultura dei diritti con il cuore di Don Bosco

    E’ quanto  si propone la nostra Associazione.

    IL CENTRO AIUTO AL MINORE-TELEFONO AZZURRO nasce poco più di trenta anni fa da un’intuizione dei Salesiani di Don Bosco con l’obiettivo di “dare voce a chi voce non ha”, di raccogliere, cioè, il grido di aiuto dei minori in difficoltà e con la finalità più ampia di difendere i diritti dei minori, sanciti dalla Convenzione approvata  dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989, nonché di promuovere la cultura dei diritti.

    Potremmo affermare che Don Bosco stesso, in un’epoca in cui la vita dell’ infanzia non aveva alcun significato per il mondo degli adulti, fu un promotore ante litteram  della cultura dei diritti dei minori, individuando alcuni bisogni essenziali alla crescita e alla formazione dei ragazzi della Torino del suo tempo, in particolare dei più poveri e dimenticati dalla società: il bisogno di una casa e di un ambiente familiare, del gioco, dell’istruzione, di una formazione religiosa, civile e professionale. Sappiamo come il Santo dedicò tutta la vita al raggiungimento di questi obiettivi, facendo del sistema preventivo il perno dell’educazione dei più giovani e, dell’educazione, la missione della congregazione da lui fondata, in un’epoca in cui i minori non godevano di alcuna considerazione.

    E’ stato il ventesimo secolo che ha visto crescere attenzione e consapevolezza nei confronti del mondo dell’infanzia, investendo le istituzioni nazionali e internazionali che hanno elaborato strategie politiche e strumenti normativi per la tutela e la promozione dei minori. Lungo e tormentato  è stato il lavoro dell’elaborazione del testo definitivo della Convenzione sui diritti dei minori approvato, infine,  dall’Assemblea delle Nazioni Unite nel 1989 ed entrato in vigore in meno di un anno. A distanza di poco più di trent’anni dalla sua proclamazione permane l’attualità e la necessità di una carta che sancisca in maniera esplicita i diritti delle persone di minore età. Sfortunatamente sono ancora troppi i paesi che non  riconoscono i diritti contemplati nella Carta, come il diritto all’educazione, al gioco, al riposo e al tempo libero, il diritto alla protezione da ogni forma di sfruttamento. Anche nei paesi firmatari della Convenzione, ancora oggi, si registrano numerose violazioni dei diritti. E’ necessario, inoltre, ancora molto impegno per rendere effettivi i principi basilari della Convenzione: il principio di non discriminazione, il principio del superiore interesse del bambino, del diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo, il principio dell’ascolto e della partecipazione.

    Ma se da una parte il percorso che ha portato a considerare il minore come soggetto e non oggetto di diritti è stato lungo e faticoso, dall’altra, nell’ultimo decennio si è avuta una vera  e propria svolta nella tutela giuridica dell’infanzia. Basti pensare alle tante leggi che sono state emanate in Italia dal 1996 al 2017 per la tutela dell’infanzia, fino ad arrivare alla normativa (2017) per la tutela dei minori stranieri non accompagnati. Ed è notizia recente l’inserimento nel Piano Nazionale di Ripresa  e Resilienza di un capitolo espressamente dedicato all’infanzia.

    La Convenzione, pertanto, rappresenta il parametro per misurare gli sforzi delle Comunità nazionali per rendere effettiva la tutela dei minori. Essa risulta, quindi, uno strumento capace di favorire l’osservazione della gioventù e le risposte della società rispetto alle sfide che essa pone. Di qui l’idea di creare nel 2016 l’Osservatorio Salesiano per i diritti dei minori con lo scopo di promuovere la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nell’ottica del Sistema Preventivo, per educare ai diritti umani attraverso gli insegnamenti di Don Bosco. Con l’Osservatorio Salesiano per i diritti dei minori i Salesiani di Don Bosco continuano a realizzare l’impegno di prevenzione, di sviluppo umano integrale, di costruzione di un mondo più equo e più giusto dove si è minori di diritto.

    In questo solco e in quest’ottica ha operato e continua ad operare il C.A.M.-Telefono Azzurro con le sue tante attività in difesa dei minori, accogliendo le richieste di aiuto e le segnalazioni di disagio, offrendo consulenze ai minori e alle loro famiglie, diffondendo la cultura di diritti e della prevenzione del disagio mediante specifici progetti in rete con le scuole, supportando la formazione di giovani inseriti nel circuito penale o nell’istituto della messa alla prova.  Anche nei periodi di chiusura causati dalla pandemia l’Associazione ha continuato, online, ad ascoltare e a rispondere alle richieste di aiuto in un momento in cui il disagio di minori e famiglie è diventato ancora più forte.

    Prof.ssa Felicia Perrotta 

    Responsabile Area Minori a Rischio

    camtelefonoazzurrosalerno
    Leave a Comment

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Similar Posts

    Inclusione e cyberbullismo in pandemia

    I nostri ragazzi, da più di un anno, vivono in modo anomalo, loro più di tutti hanno affrontato e stanno tuttora viven

    L’ascolto del minore vittima di reato

    La vulnerabilità del soggetto minore d’età è insita nella sua stessa natura, ed essa è ancora più evidente nel ca

    Perché non posso abbracciarti?

    Il duro periodo che stiamo vivendo ci ha segnati profondamente sotto tutti i punti di vista; solo ora forse, siccome pia

    Bottom Image