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    Perché non posso abbracciarti?

    Il duro periodo che stiamo vivendo ci ha segnati profondamente sotto tutti i punti di vista; solo ora forse, siccome pian piano sembra ne stiamo uscendo, siamo più consapevoli dei danni che il Covid 19 ha portato: danni soprattutto psicologici. 

    La scuola, luogo dell’educazione, della socializzazione e dell’ istruzione, è l’istituzione che ha subito più di tutti le conseguenze perché fatta di persone che hanno dovuto vivere e formarsi per lungo tempo a distanza e stravolgere le loro abitudini.

    La Scuola dell’emergenza Covid non è la Scuola alla quale siamo abituati perché sembra demolire la pedagogia inclusiva che ha permeato negli ultimi anni. 

    Se prima prevaleva la teoria delle neuroscienze che poneva la carezza e l’abbraccio come importanti “interruttori emozionali” indispensabili per la crescita e l’apprendimento, ora si impone la logica della distanza. Se prima si educavano i bambini a tenersi per mano, a condividere i giochi e i materiali, adesso si inverte il messaggio educativo. Alla frase “state vicini” si è sostituita la frase “state lontani”.  Lo strappo si sente e anche tanto.

    <<Maestra posso abbracciarti?>>. Una domanda che prima non si poneva perché era un gesto scontato, naturale e spontaneo, oggi invece riecheggia tra i muri spogli delle aule.

    Alla naturalezza di un tempo risponde l’innaturalezza dei giorni nostri. Comeè innaturaledover dire di “no” alla vocina che ti chiede e ti cerca per avere un tuo abbraccio, un tuo conforto;comeè triste dover spiegare che non è possibile farlo perché c’è un mostriciattolo invisibile che può farci del male e che per evitare ciò non dobbiamo più darci la mano, scambiarci una carezza, stringerci forte. I bambini si sa, si adattano a tutto e comprendono…forse fa male più a noi adulti dover rifiutare gesti così importanti per la loro crescita psicofisica ed emotiva nonché per far sentire la nostra vicinanza e presenza.

    Come cucire lo strappo in un mondo che sembra capovolto? La risposta non è semplice. Malgrado il cambiamento, tuttavia, sono ancora moltigli strumenti disponibili a nostro vantaggio.

    Le mascherine copriranno parte del volto ma non impediranno agli occhi di sorridere e alle parole di accarezzare. La distanza non può ostacolare i docenti nella volontà di creare un clima di classe sereno e di trasmettere l’amore per la conoscenza e il piacere di stare insieme.

    La comunicazione emotiva ha un immenso potere e questo va tutelato, pur nel rispetto delle regole.

    L’ abbraccio è il gesto d’affetto e d’amore tra i più potenti che due persone si possano scambiare. Abbracciarsi significa stringersi nella fiducia reciproca. Questo ci è stato vietato. Ma ciò che le regole non potranno vietare è la fiducia che tutto ciò possa essere solo una parentesi in una vita tutta in risalita per i nostri bambini e ragazzi.

    Il Cam Telefono Azzurro di Salerno, da anni è al fianco delle Scuole del territorio di Salerno e provincia con la realizzazione di progetti finalizzati alla prevenzione, sensibilizzazione, informazione e rilevazione di disagio minorile. Quest’anno, nonostante la pandemia, non ha fatto venire meno la sua preziosa azione anche se i pochi progetti che si sono potuti realizzare sono stati in modalità telematica. 

    Il pianeta infanzia va tutelato sempre!

    Responsabile della formazione
    Dott.ssa Daniela Ingino

    camtelefonoazzurrosalerno

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